La vigilanza “privata”: un po’ di storia in breve

Per le origini della vigilanza “privata” dobbiamo risalire al III secolo a.C. in cui esisteva l’ “ufficio degli “edili” che, tra le altre, provvedeva alla vigilanza e custodia dei beni privati dei “cives” potremo dire antesignano dell’odierno istituto di vigilanza.

Ma chi erano gli edili?

Con la caduta della monarchia dei re Etruschi per il popolo romano inizia il periodo della repubblica. I patrizi guidavano la politica romana attraverso 3 strumenti: i comizi centuriati, il senato, due magistrati con poteri supremi “consoli”. Con la crescita della città che si estese anche alle provincie conquistate nacque la necessità di nominare ulteriori magistrati tra questi:

  • il pretore che elargiva giustizia,
  • il questore che si occupava di affari finanziari,
  • l’edile che, tra le altre, si occupava di VIGILANZA DEI BENI dei “cives”

Agli edili Plebis nominati annualmente dai plebei riuniti in comitia tributa, nel 367 a.C. vennero aggiunti altri due edili curuli nominati dai patrizi . Uno degli edili più importati fu proprio Giulio Cesare.

Preliminarmente occorre evidenziare che per la sicurezza dei privati cittadini e le proprietà dei cives romani e della collettività non vi era previsione di tutela di organi militari né da parte del senato, la cui funzione prevalente in realtà, era quella dell’ indirizzo politico di Roma.

In sostanza l’ufficio degli edili “aediles” istituito nel III sec. A.C. era preposto alla vigilanza sulla vita economica e religiosa della collettività e dei loro beni. Altri compiti di polizia e vigilanza erano svolti da altri magistrati “TRESVIRI CAPITALES” o “NOCTURNI” 290-287 a C. Questi funzionari avevano compiti di polizia soprattutto notturna contro i criminali comuni (donde il nome)

Nel I secolo d.C. ogni quartiere era sorvegliato da 4 Tresviri che si occupavano di furti e piccoli reati. A questi funzionari spettavano compiti di polizia soprattutto notturna.

Nell’età del principato 20-40 d:C. circa nasce l’istituzione dei VICOMAGISTRI magistrati inferiori in maggioranza liberti (schiavi liberati) quando il rione iniziò a identificarsi come quartiere in numero di 265 vici in cui fu divisa l’URBS. La nuova organizzazione del territorio aveva tra gli scopi fondamentali quello di gestire la sicurezza. Vennero quindi istituite delle milizie addette alla protezione e alla difesa delle coorti urbane ed i vigilantes.

Solo in età imperiale vennero istituiti dei veri e propri corpi armati con funzioni di polizia le “cohortes urbanae” e le “cohortes vigilum”.

Una curiosità: al contrario di ciò che avviene oggi, secondo i romani la legge era la decisione del popolo nelle assemblee “in lex est quam populus comitiis sciverit”.

Avv. Giovanni Giuliano

 

 

NOTE E BIBLIOGRAFIA

Tresviri nocturni

01. Cn. FLAVIUS.

triumvir nocturnus, prima del 305 a. C. (Liv. 9.46.3=Lic. Mac. frg. 18 Peter). triumvir coloniae deducendae (prima del 305 a. C.) tribunus plebis (305 a. C.) aedilis curulis senator

Bibliografia: capitolo IV prosopografia p.205 PUBBLICAZIONI DEL DIPARTIMENTO DI DIRITTO ROMANO E STORIA DELLA SCIENZA ROMANISTICA DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI «FEDERICO II» – Cosimo Cascione

Editoriale scientifica Napoli 1999 Opera accolta nella collana su proposta dei professori Luigi Labruna e Tullio Spagnuolo Vigorita e pubblicata col contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Invero si è in possesso di fonti che menzionano dei tresviri per un’epoca anteriore al 290 (nocturni, per la precisione 18).

18 I tresviri nocturni sono ricordati in Liv. 9.46.3; Val. Max. 8.1 damn. 5,6; D.1.15.1 (Paul. l. sg. de off. praef. vig.). L’identità tra nocturni e capitales è generalmente postulata, si v., per tutti, TH. MOMMSEN, Römisches Staatsrecht II 3 cit. 594 e nt. 3; N. E. POLITIS, Les triumvirs capitaux (Thèse pour le doctorat, Paris 1894) 71 ss. (cfr. anche infra in nt. 39). Per una specificazione cronologica, che vede nei capitales i successori (di alcune) delle funzioni dei nocturni si v. infra 24.

Ibidem pag.9

I Tresviri erano incaricati, oltre che della sorveglianza delle esecuzioni capitali (Sall. Catil.55.1-5; Val.Max.5.4.7; 8.4.2; Tac. Ann. 5.9.2.; Pompon.l.s. ench., D.1.2.2.30) della prevenzione degli incendi )Liv.39.14.10; Val.Max. 8.1, damn.5; Paul. L.s. de off. Praef. Vigil., D.1.15.1) e del servizio di polizia, soprattutto notturno (donde la denominazione)

In nota 104 pag.176 studi di diritto penale romano Bernardo Santalucia 1994

Tresviri capitàles

Corpo di magistrati minori, rientranti nel cosiddetto vigintiviratus [vedi vigintìviri].

I (—) (detti anche nocturni ed eletti in numero di tre “ tres viri nocturni “), esercitavano funzioni di polizia, collaborando con i magistrati che presiedevano alla giurisdizione in materia penale.

I (—) erano addetti, inoltre, a vigilare sulle prigioni e sulle esecuzioni capitali, oltre che a vigilare di notte sulle strade di Roma. La loro elezione, in origine di competenza del prætor, fu attribuita da una lex Papiria del 242 a.C. ai comitia curiata

Tresviri capitales o nocturni avevano il compito di perseguire i colpevoli di ogni tipo di violenza, gli incendiari, i ladri colti in flagrante, coloro che sono in possesso di armi atte a uccidere, quanti fabbricavano o anche soltanto detenevano sostanze venefiche, sovrintendono alle condanne capitali e alle prigioni.

Le guardie “tresviri nocturni “ alla dipendenza degli edili, pur costituendo una milizia, non erano assoggettati ad alcun controllo e/o appartenenza militare, impegnati alla custodia dei beni, avevano il potere di arrestare i rei e, nelle loro abitazioni, potevano essere custoditi beni e valori dei privati cittadini previo compenso per la loro attività

• STORIA DI UNA MAGISTRATURA MINORE di Cosimo Cascione editoriale scientifica Collana: Dip. dir. romano-Univ. Napoli Federico I

• Data di Pubblicazione: 1999

• Pagine: VIII-328

Nella Roma antica, affollata come oggi, camminare di notte al buio non era affatto sicuro per tal fatta, all’organizzazione pubblica si affiancava quella privata dei patrizi che mantenevano e addestravano schiavi per la sorveglianza dei loro beni e lo spegnimento degli incendi delle loro proprietà.

Nel medioevo, con la caduta dell’impero romano, le città (comuni) divennero tanti piccoli stati con proprie milizie cittadine con compiti di sicurezza interna e di protezione dei beni specialmente di notte peraltro, nelle varie epoche storico-politiche che si sono susseguite il concetto di Pubblica sicurezza, è stato diversamente inteso si dovrà risalire all’unità d’Italia per rinvenire i primi concetti di sicurezza privata e le prime figure di guardie particolari con l’unificazione amministrativa del regno d’Italia di cui alla legge del 20 marzo 1865 n.2248 legge sulla sicurezza pubblica allegato B art. 7 :

” i privati possono deputare guardie particolari per la custodia delle loro terre . Queste guardie dovranno essere approvate dal prefetto, ed avere i requisiti che saranno determinati da regolamenti approvati con decreti reali” Esse presteranno giuramento innanzi al giudice di mandamento del luogo dove son chiamate a compiere il loro servizio, ed i loro verbali faranno fede fino a prova contraria”.

Con l’evoluzione industriale e demografico-sociale si sente la necessità di tutela dei beni dei cittadini anche in senso privatistico

Una prima regolamentazione fu quella di cui alla legge 21 dicembre 1890 n. 7321 che all’art. 45 stabiliva:

«I comuni, i corpi morali e i privati cittadini possono destinare guardie particolari alla custodia delle loro proprietà, le guardie particolari devono possedere i requisiti determinati dal regolamento, essere approvate dal prefetto e prestare giuramento innanzi al pretore. I loro verbali nei limiti del servizio cui sono destinate, faranno fede in giudizio sino a prova contraria.»

Con il R.D. 31 agosto 1907 n.690 testo unico della legge sugli ufficiali ed agenti di Pubblica sicurezza per la prima volta si attribuì ai privati la possibilità di destinare guardie giurate alla custodia delle loro proprietà:

Art. 44. (Art. 37 legge 21 agosto 1901, n. 409).

I comuni, i corpi morali e i privati possono destinare guardie particolari alla custodia delle loro proprietà.

Le guardie particolari devono possedere i requisiti determinati dal regolamento, essere approvate dal prefetto e prestare giuramento innanzi al pretore.

I loro verbali nei limiti del servizio cui sono destinate, faranno fede in giudizio, sino a prova contraria.

Finalmente con il R.D. n.562 del 1914 si riconobbe la facoltà di svolgere la vigilanza privata per conto altrui.

Progettare un sistema di allarme antintrusione

Nella catena del valore della sicurezza il sistema di allarme è uno degli elementi fondamentali per compiere una scelta corretta ed oculata ed è molto importante conoscere i fattori che ne determinano l’efficacia.

Tutti sappiamo che un sistema di allarme si compone di difese attive perimetrali, puntuali e volumetriche ma non tutti sanno che ciascun dispositivo di rilevazione utilizza particolari tecnologie, appositamente progettate, che rispondono a specifiche caratteristiche tecniche; ecco perché è fondamentale individuare le criticità ambientali.

In tal senso, la scelta delle caratteristiche tecniche dei dispositivi di difesa attiva deve essere calibrata in base all’ambiente in cui questi devono lavorare; ad esempio, se ci trovassimo all’esterno e fronte mare certamente il dispositivo che andremo a scegliere dovrà anzitutto rispondere a precisi requisiti tecnici antierosione e di impermeabilizzazione.

Un altro fattore fondamentale è evidentemente l’utilità del dispositivo: la scelta della tecnologia di rilevazione dell’evento deve essere sempre tarata in base all’impiego.

Oggi sul mercato possiamo trovare dispositivi di rilevazione che impiegano una o più tecnologie, dalla variazione di radiazione infrarossa alla variazione della temperatura dell’ambiente fino alla riflessione di radiazione degli oggetti. Tali tecnologie possono essere modulate ovvero tra loro integrate, a seconda dello scopo da raggiungere.

Generalmente, le diverse logiche di rilevazione vengono utilizzate con lo scopo di ridurre o eliminare i cosiddetti “falsi allarmi” e ciò mediante la combinazione delle differenti tecnologie utilizzate dal singolo dispositivo; ad esempio, se decidessimo di abbinare due diverse tecnologie di rilevazione per dispositivo, quale condizione di allarme, l’elusione di una delle due non consentirebbe l’azione dell’allarme. Evidentemente questo è un limite che poniamo alla capacità di rilevazione dell’allarme del singolo dispositivo.

Una valida alternativa a questa condizione potrebbe essere la combinazione sequenziale di più dispositivi ossia l’attivazione dell’allarme e del preallarme sulla logica della sequenza di rilevazione di due o più dispositivi oppure possiamo affidarci alla discriminazione video dell’evento.

Mai sottovalutare l’importanza delle funzioni di anti mascheramento e antimanomissione dei singoli dispositivi.

Evidentemente per accertarsi che le caratteristiche tecniche e tecnologiche dei singoli dispositivi utilizzati rispondano esattamente alle nostre specifiche, bisogna far riferimento, oltre che alle caratteristiche tecniche rappresentate nella scheda di prodotto, alle norme di certificazione EN CEI e IMQ. Il marchio CE è requisito obbligatorio così come la conformità dell’esecuzione dell’installazione alla Legge n.37 del 2008.

Quindi, prima ancora di disegnare il proprio sistema di allarme è buona prassi individuare le criticità ambientali e identificare il livello di sicurezza che si intende raggiungere, un’area controllata avrà certamente caratteristiche ed esigenze di sicurezza diverse da un’area sensibile o critica.

 

La sicurezza è una questione di tempo

Pensare di soddisfare il bisogno di sicurezza con la sola installazione di un sistema di allarme e video sorveglianza è un’illusione: non è un caso che i furti vengano consumati nonostante tutto e che si ricorra alle registrazione delle immagini con la speranza di individuare i malfattori incappucciati da assicurare alla giustizia. Sempre più spesso alla ricerca del risparmio ci si affida a pubblicità ingannevoli o informazioni non del tutto corrette.

I sistemi di difesa attiva e passiva ossia gli allarmi intrusione, video controllo, porte, finestre, saracinesche, etc. in termini di sicurezza hanno solo la funzione di impedire, allertare e rallentare l’opera del malfattore ovvero l’intrusione illecita per consentire agli agenti di polizia, complementare e sussidiaria o alle forze di PS, di intervenire tempestivamente per contrastare l’evento e scongiurare che l’illecito si consumi inevitabilmente.

Ecco perché la sicurezza è una questione di tempo, l’opera di compensazione tra le varie difese deve consentire un intervento tempestivo altrimenti resta tutto vano, in altre parole il tempo di intervento deve essere sempre minore o uguale al tempo di penetrazione e di allarme. Il tempo quindi è la componente fondamentale di un sistema di protezione ed affidarsi ad un esperto del settore che garantisca una risposta territoriale tempestiva è l’unica reale soluzione.

L’Istituto di Vigilanza La Torre svolge la sua attività da oltre dal 1973 La presenza capillare sui territori della Campania, della Basilicata e negli ultimi anni anche su Roma e provincia, permette di ottimizzare l’impiego delle risorse, rispondere tempestivamente alle esigenze di sicurezza di ciascun cliente garantendo un supporto tempestivo di intervento ad ogni necessità.

Contattaci per un sopralluogo gratuito.

 

Furti, incendi e situazioni di disordine pubblico

Negli ultimi mesi numerose sono stati gli episodi di effrazione e i tentativi di scasso nelle abitazioni, ma anche presso esercizi commerciali e aziende, che sono stati gestiti dalla nostra centrale operativa e dalle nostre Guardie Particolari Giurate.

Per citare un episodio su tutti, la notte del 21 Dicembre è giunta presso la nostra Centrale Operativa una segnalazione d’allarme proveniente da una nota catena di supermercati sita nel quartiere Fratte di Salerno.

L’arrivo tempestivo della Guardia Particolare Giurata, inviata sul posto dalla C.O, ha messo in fuga i malviventi, che pur avendo forzato la porta d’ingresso del negozio, non sono riusciti ad introdurvisi.

Ma come abbiamo ribadito anche in un articolo precedente, i reati contro il patrimonio, la cui tutela dei beni può essere affidata agli istituti di vigilanza privata ex art 134 del TULPS, non sono solo furti. Gli Istituti di Vigilanza svolgono una preziosa funzione anche nel gestire situazioni di pericolo di altra natura, come incendi e situazioni di disordine pubblico.

Ne è un esempio quanto accaduto la notte del 23 Gennaio, quando è giunta presso la nostra Centrale Operativa una segnalazione di assenza di alimentazione elettrica proveniente da una ditta di noleggio di attrezzature per costruzioni.

La Guardia Particolare Giurata, inviata sul posto dalla C.O, ha riscontrato un inizio di incendio al quadro elettrico. Avvertiti immediatamente i Vigili del Fuoco, l’incendio è stato prontamente sedato e il quadro elettrico ripristinato, evitando così danni ulteriori.

La mattina del 28 Febbraio, invece, presso il bar di un noto policlinico romano, una nostra GpG si è trovata a dover gestire una situazione di disordine provocata da un soggetto che stava importunando le persone presenti in struttura e stava sottraendo illecitamente le loro consumazioni al bancone del bar, sprovvisto di mascherina e in condizioni igieniche precarie. L’intervento si è concluso con l’arresto del soggetto da parte delle Forze dell’ordine.

 

I furti di fine 2021: farmacie, tech e rame

Il mese di Novembre che si è appena concluso è stato particolarmente impegnativo per le nostre Guardie Particolari Giurate e ciò emerge con chiarezza dall’ultimo bollettino della sicurezza prodotto mensilmente dal nostro Istituto. Ben 4.087 le segnalazioni d’allarme giunte presso la nostra Centrale Operativa e gestite dal nostro personale. 201 interventi e diversi furti sventati grazie all’arrivo immediato delle nostre GpG.

 

Bollettino Novembre 2021

Bollettino Novembre 2021

Ma quali sono stati i bersagli maggiormente interessati dai fatti criminosi? Si tratta di casi sporadici o di episodi che ricalcano trend effettivi in tema di furti? Lo vediamo nel prosieguo di quest’articolo.

Le farmacie: un bersaglio sempre più colpito dai malviventi

Negli ultimi due anni segnati dal Covid-19 e relative restrizioni, furti e rapine si sono concentrati, in particolare, sulle attività commerciali che non hanno mai sospeso la loro attività, come le farmacie approfittando anche della possibilità di celarsi dietro una mascherina. Ciò conferma un trend già partito dal 2019, come dimostra anche il Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2020, redatto, tra gli altri, dal ministero degli Interni, ABI, Ossif e da Federfarma. Secondo il documento, nel 2019 ci sono state 3,3 rapine ogni 100 farmacie, contro un valore pari a 3 nel 2018.

Questi dati trovano un riscontro concreto anche nelle attività quotidiane svolte dal nostro Istituto.  Nel mese di Novembre il tempestivo intervento del nostro personale ha consentito di sventare i furti in ben due farmacie, in Campania e in Lazio. In uno dei due casi, inoltre, i malviventi si erano serviti di un’automobile rubata, la cui targa è stata individuata grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza.

Negozi di elettronica e aziende tech sempre più interessate dai furti di fine 2021

Pc, smartphone, tablet ed elettrodomestici costituiscono sempre una delle più allettanti refurtive agli occhi dei malintenzionati, che, quando riescono a sferrare i loro colpi, mettono in ginocchio aziende private e negozi di elettronica. La presenza di un sistema di allarme e di videosorveglianza e l’ausilio di un adeguato servizio di vigilanza possono davvero fare la differenza in questi casi: la notte del 30 Novembre è giunta presso la nostra Centrale Operativa una segnalazione d’allarme proveniente da una nota catena di elettrodomestici sita nella zona di Sant’Antonio Abate (SA).
L’arrivo immediato della Guardia Particolare Giurata inviata sul posto dalla C.O, ha messo in fuga i malviventi, che pur avendo forzato la porta d’ingresso del negozio, non sono riusciti ad introdurvisi.

Rame: il bottino ideale dei ladri nel 2021

Nel corso del mese, infine, un altro furto, sventato grazie alle nostre GpG, ha interessato una grande azienda di cavi e conduttori elettrici. In questo caso a fare gola ai malviventi è stato il deposito di rame presente presso la ditta. Il rame negli ultimi anni, difatti, è diventato un materiale sempre più interessato dai furti, come abbiamo già spiegato in uno dei nostri articoli.

Cosa ci aspetta nel 2022? I bersagli cambieranno o i trend che abbiamo appena analizzato si confermeranno? Non ci resta che…vigilare.

I furti di rame: sempre più diffusi e pericolosi

I furti di rame impennano. L’ultimo bollettino della sicurezza pubblicato sulle nostre pagine social ha posto l’attenzione su un evento che ha interessato uno stabilimento balneare sito sul litorale all’altezza di Battipaglia, in provincia in Salerno. I malviventi, prima dell’intervento delle nostre Guardie Particolari Giurate, stavano tentando di manomettere e trafugare i fili di rame presenti sotto un tombino. Perché proprio il rame?  In questo articolo proviamo a spiegarlo.

Nasce l’Osservatorio nazionale sui furti di rame

Negli ultimi anni il rame ha ampiamente visto aumentare il suo valore e, conseguentemente, i furti che lo interessano sono sempre più in crescita. Resistente alla corrosione, interamente riciclabile e ottimo conduttore, il rame, infatti, è sempre più utilizzato dalle imprese elettriche ed elettroniche e, in parallelo, sempre più al centro del mercato nero.

Sapevate che esiste un Osservatorio nazionale sui furti di rame? L’Osservatorio è nato da un’iniziativa congiunta tra le Forze dell’Ordine, l’Agenzia delle Dogane e le società maggiormente esposte al fenomeno dei furti (FS Italiane, Telecom Italia, Enel, etc.).

Vi invitiamo a consultare l’interessante infografica realizzata dall’Osservatorio, che nel 2020 ha registrato 191.703 kg di materiale trafugato, 802 persone indagate, di cui 171 arrestate.

 

Il rame trafugato anche in abitazioni private e piccole aziende

Ad essere bersaglio dei ladri del rame non sono solo le grandi società di traporto e telecomunicazione pubbliche, ma anche abitazioni ed aziende private e il furto sventato lo scorso Settembre 2021 dalle nostre guardie ne è la testimonianza.

Ai malviventi è bastato tagliare la rete di recinzione per accedere allo spazio esterno in cui era collocato il tombino contenente i cavi in rame. Un’azione criminale che richiede poco sforzo ma che potrebbe comportare ingenti danni economici.

Ecco perché è così importante tenere in considerazione anche i luoghi in cui vi sono più depositi di rame quando si progetta la sicurezza della propria azienda o della propria abitazione privata.

 

Bollettino della Sicurezza

Bollettino della Sicurezza: Edizione Maggio 2021

Ancora allarme furti presso aziende agricole, istituti scolastici ed abitazioni, i malviventi non danno tregua a nessuno.

Vediamo cosa è accaduto nel mese di Maggio.

Nel periodo che da va dal 1 al 31 Maggio 2021 la nostra Centrale ha ricevuto ben 6549 segnalazioni di allarme. Le nostre GpG sono state impegnate nel prestare 76 servizi di pronto intervento.

Ben 30 i tentativi di furto sventati, che hanno interessato in particolare la zona di Roma.

Tra i vari fatti menzioniamo quanto accaduto la notte del 13 Maggio, durante il consueto servizio di pattugliamento stradale, una nostra GpG notava un furgone con dei segni di effrazione sul portellone.

Immediatamente venivano contattate le Forze dell’Ordine, le quali, giunte sul posto, effettuavano i controlli di routine riscontrando che il furgone era stato rubato.

Si è provveduto a contattare il titolare del furgone che ha ringraziato la nostra GpG per il ritrovamento.

Clicca sull’anteprima per visualizzare il Bollettino.

Manomettono gli impianti di sicurezza per irrompere nelle abitazioni.

Non c’è limite al peggio quando si tratta di ladri in azione. Di mattina, pomeriggio o sera le nostre GpG sono sempre pronte a mettere in fuga i malintenzionati, disposti a tutto pur di intrufolarsi presso case ed aziende.

Roma, 4 malviventi abbassano le telecamere per irrompere nell’abitazione.

È accaduto proprio pochi giorni fa in pieno giorno, quattro malviventi tentano di entrare in un’abitazione abbassando le telecamere per non farsi riconoscere. Grazie alla segnalazione di allarme ed alla tempestiva telefonata da parte del nostro cliente, il quale ci informava di non riuscire a visionare le telecamere poiché erano state abbassate dai malviventi, le nostre GpG si sono prontamente recate sul posto mettendo così in fuga i quattro malviventi.

Non arrestano i furti nella Piana del Sele.

È ancora allarme furti presso le Aziende Agricole  che ormai da mesi sono l’obiettivo principale dei malviventi.

Ma quali sono i beni più rubati e ricercati? Praticamente tutti, a partire dai costosi macchinari agricoli come i trattori, fino ad arrivare al gasolio.

Nel giro di pochissimi giorni son ben due i furti sventati dal nostro Istituto di Vigilanza presso le aziende agricole situate nella Piana del Sele. Grazie agli impianti di allarme collegati alla Centrale Operativa è stato possibile intervenire tempestivamente ed evitare danni ad entrambe le aziende. I titolari delle attività hanno ringraziato le nostre GpG per il rapido intervento evitando così dei danni enormi.

 

Bollettino della Sicurezza

Bollettino della Sicurezza: Edizione Aprile 2021

Nel mese di Marzo le GpG dell’Istituto di Vigilanza La Torre sono state impegnate a sventare furti soprattutto presso gli Istituti scolastici. Nel mese di Aprile appena concluso, invece, sembra esserci stata una battuta d’arresto, ma è solo apparente, poiché i malviventi sono sempre pronti a colpire nuovi bersagli.

Cosa è successo ad Aprile 2021?

Nel periodo che da val 1 al 30 Aprile 2021 la nostra Centrale ha ricevuto ben 4803 segnalazioni di allarme. Le nostre GpG sono state impegnate nel prestare 46 servizi di pronto intervento.

Ben 15 i tentativi di furto sventati, che hanno interessato in particolare la zona di Eboli in provincia di Salerno.

Tra i vari fatti menzioniamo quanto accaduto la notte del 25 Aprile, a seguito di una segnalazione di allarme proveniente da un’azienda agricola situata in Prov. di Salerno.

Le nostre GpG recandosi prontamente sul luogo notavano una porta aperta, probabilmente forzata, e degli oggetti lasciati sulla porta d’ingresso.

Dai dovuti controlli non risultava sottratto alcun materiale.

Il titolare dell’azienda agricola ringraziava le GpG per il rapido e professionale intervento.

Clicca sull’anteprima per visualizzare il Bollettino.

I sistemi di sicurezza dell’Istituto di Vigilanza La Torre non lasciano scampo

I tentativi di furto sono ormai giornalieri, forzature di porte, inferriate, buchi alle pareti non sono sufficienti a fermare l’opera degli agenti giurati de La Torre che come un maniero, una sentinella alta e sicura di avvistamento tiene sotto osservazione i beni che le vengono affidati. In questo articolo, oltre a raccontare quanto successo, riportiamo nuovamente il prezioso commento dell’Avv. Giovanni Giuliano.

Ancora una volta sono salvi i patrimoni dei nostri utenti.

La notte del 4 Aprile una nostra GpG, nell’effettuare il consueto giro di ronda, riscontrava due finestre danneggiate, presso una nota azienda nel salernitano. Si provvedeva a contattare immediatamente il titolare dell’azienda per effettuare le dovute verifiche.

La notte del 12 Aprile giungeva presso la centrale Operativa dell’Istituto di Vigilanza La Torre una segnalazione di allarme proveniente da un’azienda della Provincia di Salerno. Immediatamente si inviava la GpG di zona sul posto, la quale riscontrava dei fori sul lato posteriore del fabbricato. Dai controlli è emerso che non era stato sottratto nulla.

Commento dell’Avv. Giovanni GIULIANO

“Non v’è alcun dubbio sulla rilevanza sociale svolta dagli Istituti di Vigilanza privata che, attraverso l’interesse privato sotto il profilo economico aziendale, contribuiscono al raggiungimento dell’interesse della comunità non solo in termini di pubblica sicurezza bensì, di occupazione concreta, di concorso alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva (ex art. 53 cost.), ai fini sociali (ex art. 41 cost.). I problemi non sono del tutto risolti occorre tuttavia una revisione del sistema normativo autorizzatorio in quanto, molte autorizzazioni di polizia, nascoste da una parvente conformità cartacea, in effetti nascondono nei fatti, attività di vigilanza rocambolesche e improvvisate che non offrono adeguate garanzie al cittadino. Il problema non è ovviamente se una norma ritenuta valida debba solo per questo essere considerata anche giusta mi riferisco ad esempio all’adempimento del dovere giuridico della GpG Ex art. 51 del C. P. che nell’intervento per la repressione di reati, cade  nell’eccesso di velocità oppure, nel superamento del varco ZTL, etc… bensì, se sia concepibile storicamente che in tale tipo di attività, a differenza degli istituti di investigazione, non sia d’obbligo la laurea in giurisprudenza o in equivalenti titoli come previsto per i titolari investigatori privati. Il tema è molto caldo e in crasso contrasto con talune norme del diritto positivo in riferimento alle problematiche connesse alla tutela delle GpG la cui funzione, nonostante i riconoscimenti del DM269/2010, non è completa.”